In questa sessione, vi voglio raccontare del Treno Azzurro, un treno "di lusso" che circolava sulle nostre linee tra gli anni 50 e 60. La sua storia e le leggende che ruotano attorno ai suoi colori vi appassioneranno, ne sono certo!

  1. La Storia del Treno Azzurro
  2. I colori del Treno Azzurro
  3. Il Treno Azzurro nel modellismo
  4. Il Treno Azzurro in Video

La Storia.

Nel 1957 nasce il Treno Azzurro, simbolo di modernità e progresso.
Ma facciamo un attimo un passo indietro, nel 1951. All'epoca circolavano una coppia di rapidi, denominati R30/R33, che facevano la tratta Milano-Napoli e dopo qualche anno anche il R51/R56 sulla Torino-Napoli.

R51
Rapido R51

Questi treni erano composti dal meglio che si potesse avere all'epoca, si pensi che era il periodo post-bellico, e la composizione tipica era:
- Locomotiva e428 a corrente continua
- Carrozze Az 13.010 (tipo 1946)
- Carrozze Bz 33.000 (tipo 1940)
- Bagagliaio Duz 93.100 (tipo 1946)
- Carrozza Pullman Côte d’Azur (CIWL)
- Carrozza Ristorante (CIWL)

 428 semiaerodinamica az13010 bz33000
e428 (semi aerodinamica)  Az 13.010  Bz 33.000
duz93100 4133ristoCIWL 3697cusineCIWL
Duz 93.100 Pullman Côte d’Azur Ristorante

 

Il 17 Gennaio del 1957, le Ferrovie dello Stato, danno l'ordine di riveniciare un certo numero di carrozze, tra le 1946, le 1940 ed i bagagliai, nella tonalità bicolore Celeste e Blu Orientale. Queste carrozze vennero destinate agli R30/R33 assieme a quelle di scorta per gli R51. Nasceva così una composizione prevalentemente omogenea, intervallata da qualche carrozza nel classici colori castano delle FS.

L'anno successivo, nel 1958, gli R30/R33 vennero ufficialmente denominati "Treno Azzurro".

Il nome e la particolare colorazione, hanno tutt'ora origini sconosciute e non documentate. C'è chi pensa ai colori della città partenopea, chi al fatto che il treno nostrano era accoppiatto a delle carrozze della società francese (CIWL). L'unica cosa certa, è che il Treno Azzurro è una testimonianza di un periodo di totale ripresa per l'Italia e di importante innovazione.

Con l'arrivo delle locomotive e646 con testata poliedrica, furono immediatamente affidate al traino del Treno Azzurro. Inizialmente quella di prima serie, in livrea Verde Magnolia e Grigio Perla (esteticamente ricordano molto le e636).

Queste locomotive erano in grado di toccare i 140 Km/h, velocità che fu resa possibile anche al vero solo dopo l'adeguamento delle tabelle di frenatura.

646trenoazzurro 646 1 
 e646 prima serie alla testa del Treno Azzurro  e646 prima serie in manovra


Nel 1962 la Breda costruì due unità di e646, di seconda serie, già nella livrea del Treno Azzurro. Ricevettero la numerazione 035 e 037. Essendo solamente due, era davvero raro poter vedere il treno in livrea completamente azzurra, ma quando succedeva, doveva essere un vero spettacolo poterlo ammirare in tutto il suo splendore.

Purtroppo le due locomotive, rimasero in quella livrea per ben poco tempo e presto furono convertite nella più classica colorazione in Verde Magnolia e Grigio Perla. In quegli anni inoltre, stavano nascendo treni veloci che potevano raggiungere i 180 Km/h ed il Treno Azzurro, con le sue carrozze, non potevano sicuramente reggere il confronto, iniziando un inesorabile declino.

Furono sostituite dalle carrozze UIC-X, che potevano inizialmente viaggiare a 160 Km/h e poi fino a 180 Km/h (queste ultime caratterizzate da un filetto rosso, ad indicarne la velocità massima raggiungibile). Fu così che all'inizio degli anni Settanta, il Treno Azzurro, pur mantenendo il suo storico nome, ebbe la colorazione tipica delle carrozze UIC-X, ovvero il Grigio Ardesia.

Per qualche periodo, le splendide carrozze del Treno Azzurro, ancora nella loro colorazione originale, si sparpagliarono lungo il terrotorio nazione, ed era possibile vederle sulla Milano-Venezia, o addirittura all'estero nella tratta Napoli-Francoforte via Brennero.


trenoazzurro
Il Treno Azzurro ai giorni nostri, grazie al meraviglioso lavoro fatto dalle officine di Milano Smistamento